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"Avremo modo di chiarire e tranquillizzare la situazione con le autorità libiche. Sono fiducioso".  Dice così Berlusconi per smorzare i toni sul caso libico. Passa un'ora e arriva la doccia fredda.

 "Gli immigrati? Sono loro che ce li mandano. Bisognerebbe mandarli indietro quando li vedi con il satellite". Poi, aggiunge: "tutti gli africani hanno diritto di essere cittadini libici, ma non se li possono tenere tutti e quindi li caricano sui barconi e ce li mandano". Umberto Bossi, nel suo primo giorno da ministro.

Calderoli replica aspro: "la lingua di Gheddafi è sempre stata lunga..." 

Poi almeno si scusa (strigliatina di Berlusconi?): ''Sono sinceramente rammaricato per le vittime degli scontri di Bengasi di qualche anno fa' provocati da un'interpretazione non corretta -di cui rinnovo le scuse- di alcune mie dichiarazioni''

E poi l'elogio dello sberleffo: ''Come uomo politico e Ministro della Repubblica nutro il piu' profondo rispetto per tutte le civilta' e sono convinto che il dialogo con quella islamica sia un tema imprescindibile dei nostri tempi''. Come uomo politico: specifichiamo.

Fonte: ansa.it

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ROMA - L'attacco del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Saif Al Islam, al ministro in pectore del Carroccio, Roberto Calderoli, rischia di diventare la prima grana diplomatica del nuovo governo. L'ingresso dell'esponente leghista nell'esecutivo causerebbe "conseguenze catastrofiche" nelle relazioni tra Italia e Libia, secondo Saif El Islam .

Calderoli,  "si considera il vero assassino dei cittadini libici" morti nell'assalto al consolato italiani di Bengasi il 17 febbraio del 2006.

Una affermazione pesante che in Italia è stata respinta dai partiti in maniera bipartisan, anche se la questione è stata affrontata dai leader del Pdl, a cominciare da Silvio Berlusconi, con la massima cautela per evitare di alimentare quelle che potrebbero trasformarsi nelle prime frizioni diplomatiche che il nuovo Esecutivo sarebbe chiamato a gestire.

A replicare immediatamente è stato proprio Calderoli, il quale ha ricordato come la scelta dei ministri del governo italiano spetti al leader del Pdl, "che ha avuto mandato dal popolo sovrano".

Sottolineo "mandato popolare" e non commento sulla possibilità di ritorsioni militari/terroristiche/petrolifere

Fonti: ansa.it e iltempo.it

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