Una questione di priorità
09/05/2008 - 00:05
"I fatti di Torino sono più gravi di quelli di Verona", così dice il nuovo presidente della camera ad una registrazione di Porta a Porta. Si è vero che continua una delle cariche più importanti della nostra democrazia: "Un' aggressione bestiale, gli autori vanno rieducati e messi in galera", ma come si può assegnare una priorità del genere? Immagino la madre del povero ragazzo deceduto quando ha sentito una opinione così sconvolgente. Nonostante non abbia assolto il fatto gravissimo, il presidente dovrebbe un attimo rivedere le proprie priorità e soprattutto non limitare il fenomeno dell'estremismo (di tutti i colori) ai soliti quattro gatti che bruciano una bandiera per giunta non del proprio stato: ma i suoi colleghi della lega se li ricorda cosa fecero col tricolore?
Il nostro nuovo presidente della camera, cresciuto sotto l’ala di Almirante, segretario di redazione del giornale “La difesa della razza” durante gli anni di Mussolini, un foglio che veicolava le più assurde teorie razziste e antisemite, è probabilmente tanto ansioso di farsi passare per un amico di Israele da non rendersi conto che, in realtà, il ragazzo ucciso personifica tutti coloro che sono stati massacrati da fanatici senza scrupoli, e in primo luogo gli ebrei. Non si rende conto il presidente della Camera che quel ragazzo di Verona personifica tutte le centinaia, migliaia di ebrei, rincorsi, picchiati e uccisi da ignobili assassini negli anni bui delle dittature nazifasciste?
Fonti: corriere.it e lavoce.it





